In ricordo di GIANNI MENEGHETTI. UNA VITA PER LA FAMIGLIA L’OTTICA E I MOTORI

E’ scomparso nello scorso mese di gennaio all’età di 71 anni Gianni Meneghetti, stroncato dall’inesorabile malattia con cui lottava da oltre un anno. Lascia la moglie Michela, il figlio Filippo, la figlia Ilaria e il genero Alberto Veronese con i due nipoti Pietro e Francesco a quali il nonno Gianni era particolarmente legato.

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Le sue grandi passioni ottica e motori.

Gianni Meneghetti, titolare dell’omonimo Centro ottico di piazza Repubblica ha rappresentato una storica figura del settore ottico italiano. E’ stato tra i fondatori del Consorzio Ottico Italiano e i vicepresidente di Netcity.

Gianni Meneghetti, inizia la sua professione nel laboratorio del padre Nello fondatore dell’Ottica nel 1931 in via Marzia, esercizio ceduto nel 1960 per trasferirsi in piazza Repubblica, dove tuttora si trova l’Ottica Meneghetti.

Negli anni 60 studia ottica a Milano.

Fu uno dei dieci imprenditori che quasi trent’anni fa fondarono il Consorzio Ottico Italiano, oggi affermato con il brand GreenVision. Uscito nel 2000, ha poi dato vita a Netcity Visionet.

Molto attivo nel commercio aponense è stato il fondatore di Abano Terme Shops, associazione di cui è stato presidente, che riuniva i dettaglianti della zona per promuovere il territorio attraverso la promozione di storici eventi come la “Maschera d’argento”.

La sua grande passione per i motori lo porta a gareggiare per alcuni anni, come pilota amatoriale, con la sua mitica Lancia Delta Integrale Martini.

Tutti ricordano Gianni sempre sorridente, solare, persona positiva, un vero gentiluomo e con un grande senso della famiglia.

Numerose le testimonianze e i rinoscimenti del settore ottico italiano a Gianni Meneghetti. Così lo ricorda a b2eyes TODAY Paolo Fonelli, responsabile sviluppo di Netcity, a nome di tutto il vertice del network cui era legato Meneghetti.

«Tra le sue caratteristiche professionali spiccavano l’attenzione costante all’aggiornamento tecnico e la ricerca di strumentazione d’avanguardia per fornire ai clienti non solo prodotti di qualità, ma anche un servizio di alto livello e una completa garanzia di soddisfazione».

«Gianni era un professionista curioso verso l’innovazione e attento alle dinamiche del mercato e ha saputo trasferire le sue esperienze e la sua visione strategica all’interno di Netcity, il gruppo di cui da oltre 15 anni era vicepresidente – dice ancora Fonelli – Nell’ambito sia del lavoro sia della vita privata ha ricevuto simpatia e fiducia grazie al suo comportamento sostenuto da valori importanti, quali la lealtà e il rispetto per le persone, cui non faceva mancare mai la generosità di un sorriso. Gianni lascia al nostro settore l’esempio di un appassionato professionista e ai familiari e amici la ricchezza di valori umani da conservare per sempre come un bene prezioso».

Ottica Meneghetti verrà ora portata avanti dalla figlia Ilaria, dalla moglie Michela e dal genero Alberto Veronese con quella grande passione e professionalià che Gianni a saputo trasmettere loro.

Le ACLI informano

InformAbano 138 web 8Le ACLI informano
a cura del Caf Acli di Padova
www.aclipadova.it – 049601290

FATTURAZIONE ELETTRONICA: COS’È E COSA COMPORTA

La fatturazione elettronica è un sistema digitale di emissione, trasmissione e conservazione delle fatture che porterà all’abbandono del supporto cartaceo con tutti i relativi costi di stampa spedizione e conservazione. Il nuovo formato, in cui le fatture elettroniche dovranno essere prodotte, trasmesse, archiviate e conservate, è un formato digitale chiamato XML (eXtensibleMarkup Language), un linguaggio informatico che consente di definire e controllare il significato degli elementi contenuti in un documento, verificando così le informazioni ai fini dei controlli previsti per legge.

Dal 1° gennaio 2019 scatterà l’obbligo di fattura elettronica tra privati, non più solo verso la Pubblica Amministrazione, anche i titolari di partita Iva dovranno emettere il documento in formato digitale XML tramite il Sistema di interscambio (Sdi) dell’agenzia delle Entrate, ma per i primi 6 mesi dell’anno i ritardatari non saranno sanzionati. Imprese, autonomi e professionisti potranno emettere e ricevere direttamente i documenti, oppure potranno avvalersi di un professionista o intermediario. La fattura elettronica (sia emessa che ricevuta) dovrà essere conservata in digitale o attraverso un servizio messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate o con software realizzati ad hoc come l’applicazione della Zucchetti per la quale il Caf Acli farà da intermediario in dialogo con il suo programma di contabilità per agevolare i propri clienti.

Ci sono però alcune categorie che per il momento sono esentate da questo tipo di obbligo: non sono obbligati a emettere fattura elettronica i contribuenti minimi e i forfettari, ad eccezione di quelle destinate alla Pubblica Amministrazione, che fin dal 2015 devono essere emesse in formato modalità e-fatturaPA. Dal 1° gennaio 2019, minimi e forfettari dovranno però ricevere le fatture in formato elettronico se chi le emette nei loro confronti è un soggetto obbligato alla fatturazione elettronica. Inoltre, anche i soggetti obbligati alla fattura elettronica non sono tenuti a emetterla nei confronti di un soggetto (impresa o persona fisica) non residente in Italia. Tuttavia, per le operazioni con l’estero ci sarà, dal 2019, l’obbligo di comunicazione mensile dei dati con il nuovo adempimento cosiddetto “esterometro”.

La digitalizzazione interesserà tutti, anche i consumatori finali (tecnicamente detti “persone fisiche”) per quanto riguarda le fatture e le ricevute per le prestazioni sanitarie, i lavori degli artigiani o dei tecnici, consulenze legali e notarili, etc.

Le fatture in forma cartacea non potranno essere più emesse, sarà però possibile richiedere la cosiddetta “copia di cortesia” in formato cartaceo, ma solo ai fini della leggibilità del documento dal momento che il formato xml non è di facile comprensione e lettura.

La fattura elettronica non cambierà le regole generali di emissione della fattura, secondo cui la fattura deve essere emessa al momento dell’effettuazione dell’operazione, così come fissato dalla normativa. In particolare, le cessioni di beni si considerano effettuate nel momento della stipulazione, se riguardano beni immobili, oppure della consegna o spedizione, se riguardano beni mobili; le prestazioni di servizi si considerano effettuate all’atto del pagamento del corrispettivo. Oggi la fattura cartacea si considera emessa quando viene consegnata o spedita al cliente, mentre la fattura elettronica si considererà emessa quando verràtrasmessa o messa a disposizione dal cliente, attraverso il Sistema d’interscambio (Sdi) dell’agenzia delle Entrate. Ciò fa sì che la fattura elettronica dovrà, in alcuni casi, essere inviata al Sistema di interscambio entro termini particolarmente ristretti. Ad esempio, una consulenza legale sarà considerata effettuata al momento del pagamento e la fattura elettronica dovrà essere emessa entro le 24 del giorno in cui avverrà il pagamento, così come avverrà per una cena al ristorante pagata alle 23 di sabato sera.

Per porre rimedio alle difficoltà pratiche di rispettare tale obbligo, il decreto fiscale 119/2018 interviene con due mosse: dal 1° gennaio al 30 giugno 2019, non si applicheranno sanzioni in caso di tardiva emissione effettuata entro il termine di liquidazione dell’Iva di periodo o comunque le sanzioni saranno ridotte del 20% se la fattura, emessa tardivamente, parteciperà alla liquidazione periodica del mese o trimestre successivo. L’emissione tardiva della fattura allungherà anche i tempi della detrazione. Mentre dal 1° luglio 2019, cambierà la regola generale e la fattura potrà essere emessa entro 10 giorni dall’effettuazione dell’operazione. Comunque, nel caso in cui la data di emissione sia diversa da quella di effettuazione, tale data andrà indicata in fattura.

Il CAF ACLI di Padova seguirà i suoi clienti con incontri informativi e formativi per coloro che esercitano la libera professione, per gli autonomi e per le imprese e accompagnerà ognuno di loro nell’uso adeguato dello strumento informatico messo a disposizione dei possessori di partita iva. Per informazioni e per fissare un appuntamento con gli esperti del Caf è possibile chiamare il numero unico 049601290.

RISI E FONGHI

RISI E FONGHI

Ingredienti:

cucina• 200 g di funghi trifolati degli Euganei • Parmigiano • 500 g di riso • 100 g di burro • Sale

Si fa bollire il riso in acqua e si leva dal fuoco quasi al dente.

Si scola per bene e si condisce con burro dorato, salvia e battuto di funghi trifolati.

 

COMUNICAZIONE ENEA 2019: COS’È COME FUNZIONA

Il Commercialista
A cura del Dr. Stefano Baraldo info@studiobaraldo.it baraldoTel: 049 8774780 – 8774772 Fax: +39 49 8219962

La Comunicazione ENEA 2019 è una procedura online obbligatoria per chi intende avvalersi e sfruttare le detrazioni Ecobonus e Bonus ristrutturazione nel 2018 o nel 2019.

In base a quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2018, infatti, l’obbligo di comunicazione ENEA degli interventi eseguiti non è più solo per i lavori di risparmio energetico ma anche per le ristrutturazioni sebbene, per quest’ultimo adempimento, l’obbligo è partito da settembre 2018.

La Comunicazione Enea è un adempimento che i cittadini, imprese e condomini, devono espletare al fine di fruire delle detrazioni fiscali Ecobonus 65% e del bonus Ristrutturazione per la riduzione dei consumi energetici, per gli interventi conclusi entro la fine del 2019.

Per i contribuenti, infatti, è previsto l’obbligo di dover inviare, entro 90 giorni dal termine dei lavori, un’apposita Comunicazione ENEA affinché l’elenco dei lavori svolti per il risparmio energetico o per la Ristrutturazione edilizia per la riduzione dei consumi, siano trasmessi all’Ente che gestisce gli incentivi fisca

li sia per ll’Ecobonus che per le ristrutturazioni.

Come anticipato nella premessa infatti, dal 1° gennaio 2018 per effetto della nuova Legge di Bilancio, il Governo ha introdotto la Comunicazione Enea obbligatoria anche per gli interventi di ristrutturazione edilizia che comportano una riduzione dei consumi energetici agevolabili con una percentuale di detrazione al 50% qualora le spese siano sostenute entro il 31 dicembre.

L’obbligo della Comunicazione ENEA ristrutturazioni è partito dal mese di settembre 2018.

L’invio della comunicazione ENEA si effettua direttamente da soli accedendo al sito dedicato e registrandosi, oppure, rivolgendosi agli intermediari.

La Comunicazione ENEA funziona così:

- tra gli oneri previsti per la fruizione dell’Econbonus e del bonus Ristrutturazioni edilizie, c’è la Comunicazione all’ENEA.

- la Comunicazione ENEA deve essere compilata e trasmessa online tramite il sito ufficiale appositamente creato per il 2019;

- la Comunicazione ENEA è obbligatoria e deve essere effettuata entro 90 giorni dalla fine dei lavori e del cosiddetto collaudo, della scheda informativa contenente la sintesi degli stessi lavori.

- in caso di ritardo od omessa comunicazione, la violazione può comunque essere sanata;

- l’avvenuta Comunicazione online è tra i documenti richiesti per beneficiare dell’Ecobonus e bonus ristrutturazioni, insieme all’asseverazione che attesta che l’intervento realizzato è conforme ai requisiti tecnici richiesti e all’attestato di certificazione energetica;

- la Comunicazione una volta presentata può essere rettificata in caso di errori anche dopo la scadenza del termine previsto per il suo invio;

- la Comunicazione rettificata deve però essere inviata entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi nella quale la spesa può essere portata in detrazione, per cui se la spesa è effettuata nel 2018 entro il termine di presentazione del modello Redditi 2019, ossia entro il 31 ottobre 2019.

Per fare la Comunicazione ENEA per i lavori conclusi entro il 31 dicembre 2018 (o 31 dicembre 2019), il contribuente deve accedere all’apposito sito ufficiale.

Per il 2019 si deve attendere l’aggiornamento del sito.

Attraverso il suddetto sito, previa registrazione, il contribuente può compilare e trasmettere online la comunicazione ed allegare anche la documentazione richiesta dall’Enea.

Il sito dedicato consente infatti l’invio telematico all’ENEA della documentazione necessaria ad usufruire delle detrazioni fiscali per la riqualificazione energet

ica del patrimonio edilizio esistente, agevolazioni che sono prorogate al 65% fino al 31 dicembre 2019 e al 65%, 70%, 75%, 80% e 85% fino al 31 dicembre 2021 per gli interventi realizzati su parti comuni di edifici condominiali, per cui anche per fruire del bonus infissi, bonus zanzariere e bonus tende e Bonus caldaie.

 

 

INAUGURATO IL MUSEO PRESSO VILLA BASSI

INAUGURATO IL MUSEO PRESSO VILLA BASSIdi Aldo Franciscimuseo 2

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La cinquecentesca villa veneta torna a vivere dopo il restauro che ha coinvolto l’intero edificio e i suoi affreschi e che ora ospita le preziose opere della Collezione Roberto Bassi Rathgeb

 Il 7 dicembre 2018 è stato inaugurato dal sindaco Federico Barbierato e dall’assessore alla cultura Cristina Pollazzi il Museo Civico di Villa Bassi Rathgeb.
All’odierna realtà museale, formalmente istituita come tale nel lontano 1984 per iniziativa dell’allora assessore alla cultura Giovanni Comelli, è stata data nuova vita grazie all’impegno del Comune di Abano Terme che, d’intesa con la Regione Veneto e la Soprintendenza, ha definitivamente scelto di aprire al pubblico come museo la cinquecentesca Villa Bassi Rathgeb, ubicata all’incrocio tra via Appia Monterosso e viale Mazzini, a due passi dal centro termale.
L’evento appare per molti versi storico, non fosse altro che per i tempi resisi necessari per giungere a questo momento. La villa divenne infatti proprietà comunale nel lontano 1979, grazie all’impegno determinante dei sindaci Federico Talami e Armando Gennaro.
Talami fu anche colui che ebbe il merito di accogliere nel 1972 e valorizzare immediatamente con mostre temporanee (la prima delle quali si tenne già nel 1973 presso il Kursaal a cura di Pier Luigi Fantelli e Bruno Francisci) , con ricco catalogo in italiano e tedesco) la munifica donazione di opere d’arte fatta al Comune dalla signora Isabella

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Bassi Rathgeb che volle così attuare il desiderio espresso dal defunto marito Roberto. Lo stesso professor Talami seppe poi tessere pazientemente i necessari e lunghi rapporti con la signora Isabella per il perfezionamento della donazione che si protrasse fino ai primi anni Novanta del secolo scorso.

La villa veniva frattanto intestata nel 1983, per iniziativa dello stesso assessore Comelli, a Roberto Bassi Rathgeb con la denominazione ufficiale di “Villa Comunale Roberti Bassi Rahgeb (già Dondi Dell’Orologio)”: a partire da quell’anno venne poi più conosciuta col semplice nome di  “Villa Bassi”, mentre fino ad allora agli abanesi era stata famigliare come “Villa Zasio”.

Subito dopo l’acquisto le porte della villa furono aperte al pubblico e vi furono organizzate per quasi vent’anni, a cura dei direttori del Museo Bruno Francisci e Paolo Ghedina, numerose esposizioni temporanee di opere della donazione  Bassi Rathgeb – unitamente a prestigiose mostre d’arte contemporanea di maestri come Francesco Messina, Emilio Greco, Luigi Dalla Vigna e altri ancora. Durante lo stesso periodo nella stagione estiva vennero organizzate – utilizzando il loggiato come palcoscenico – rassegne teatrali e musicali di pregio.

Finalmente la villa venne restaurata nel suo attuale aspetto per iniziativa di grande impegno economico delle amministrazioni rette dal sindaco Cesare Pillon (1993-2001), grazie soprattutto all’impegno dell’allora assessore alla cultura Eloisa Pennisi che seguì passo dopo passo i lavori.
Viene ora finalmente destinata dall’amministrazione Barbierato ad accogliere l’ingente patrimonio donato, come s’è detto, alla città dalla vedova di Roberto Bassi Rathgeb, illustre collezionista e storico dell’arte bergamasco, legato alle terme aponensi da lunga frequentazione. Si tratta di un patrimonio di oltre 420 opere tra dipinti, disegni, incisioni, reperti archeologici e mobili d’alto antiquariato.
Gli imponenti ma filologicamente rispettosi interventi di restauro della Villa, eseguiti su progetto e direzione dei lavori dell’arch. Roberto Giannerini, hanno tra l’altro interessato anche i cicli di affreschi in essa presenti, affreschi datati, per la gran parte, all’ultimo scorcio del ‘500, e, grazie alle attribuzioni del professor Pier Luigi Fantelli, riconducibili ad artisti di ambito veronesiano e più esattamente zelottiano (Giovanni Battista Zelotti affrescò, da solo o con Paolo Veronese, diverse ville palladiane).

Agli studi del Fantelli fecero seguito i rilevanti contributi della giovane ricercatrice Sara Pedron, mentre la storica Patrizia Leone dedicava un importante contributo sulle vicende della Villa (pubblicato nel fondamentale volume, edito dal Museo Civico, “Il ‘palazzo domicale in Abano’ tra terme e campagna. La Villa Comunale Bassi Rathgeb ex Zasio già Dondi Orologio e Secco”).
Oltre agli affreschi, i restauri hanno ridato dignità anche agli stucchi settecenteschi e all’Oratorio che, dopo il 1775, il marchese Giovanni Antonio Dondi Orologio, volle fosse innalzato nelle esatte forme della Casa di Nazareth conservata nel Santuario di Loreto.
Con il procedere dei lavori, parti dell’edificio e delle adiacenze sono state purtroppo dalla precedente amministrazione Claudio sottratte all’utilizzo culturale e destinate ad accogliere uffici comunali: è sperabile che anche questi spazi possano presto venire dedicate ad attività museali.
Ed ecco che ora, in base al progetto di un’équipe capitanata dall’arch. Bruno Segato che ha firmato gli allestimenti museali, il corpo nobile della villa viene adassumere l’aspetto di una elegante casa-museo. Nei saloni affrescati del piano nobile tornano i mobili d’epoca, le armi e le armature, i reperti archeologici conservati dal raffinato collezionista e storico dell’arte bergamasco Roberto Bassi Rathgeb. Il fior fiore della sua importante raccolta d’arte, allestito sotto forma di quadreria, trova invece stabile collocazione al secondo piano della nobile dimora.  Un’ulteriore selezione di dipinti, disegni e acqueforti della Collezione Bassi Rathgeb viene proposta in una mostra temporanea all’intero dei suggestivi ambienti ipogei della Villa. Nei medesimi ambienti viene previsto un “corner” informativo dove i visitatori potranno “entrare” nel mezzo millennio di storia della Villa, dei suoi successivi proprietari e del professor Bassi Rathgeb, figura singolare di uomo di cultura, sul quale è giusto dare qualche notizia in più.

“Uomo d’altri tempi” lo definì il grande storico dell’arte Rodolfo Pallucchini nella prefazione al catalogo della citata storica mostra del 1973, curato da Pier Luigi Fantelli e Bruno Francisci, ma unanime è sempre stata la valutazione delle sue qualità di studioso e del suo acume di ricercatore.
Nell’ambito degli studi storici artistici, la bibliografia delle sue opere pubblicata da Pier Luigi Fantelli e Giuliana Mazzi, conferma infatti la profondità dei suoi interessi e delle sue ricerche, incentrare soprattutto sull’arte veneta e lombarda, con monografie e con numerose pubblicazioni sulle riviste più autorevoli.
Roberto Bassi Rathgeb nacque a Bergamo nel 1911 da una benestante famiglia bergamasca di origine svizzera che possedeva in quella città un antico palazzo ricco delle opere e degli oggetti d’arte e d’antiquariato che sono ora di proprietà del Museo di Abano. Rimasto orfano all’età di quattro anni, il giovane Roberto manifestò presto la propensione a dedicarsi agli studi scientifici, congiuntamente a quella per la storia dell’arte. Conseguita l’abilitazione all’insegnamento di matematica e fisica, fu docente di fisica ed elettrotecnica presso diverse scuole bergamasche. Nel 1950, a Vienna, sposò Isabella Hiibsch di professione farmacista.  Agli obblighi dell’insegnamento, affiancava la passione per l’arte. Frequentazioni attente di musei, mostre, chiese, antiquari e studi approfonditi, lo hanno portato, tra gli anni cinquanta e sessanta, ed essere valutato  come il più importante storico dell’arte bergamasca.
Oltre alla residenza di Bergamo, che negli ultimi anni frequentava sempre più di rado, Roberto Bassi Rathgeb ha abitato per periodi lunghi a Padova e per alcuni anni ha avuto a disposizione anche un appartamento a Vienna.
Abano e le sue Terme lo videro soggiornare spesso presso la Casa di Cura, oggi Policlinico di Abano Terme, fondata dal dott. Leandro Sotti che era suo amico e che fu il primo ad assecondare il suo desiderio del lascito alla città.  Roberto Bassi Rathgeb spirò presso la casa di Padova nel 1972 senza lasciare discendenti. Ha voluto essere sepolto nel cimitero di Abano Terme, dopo riposa anche la moglie Isabella.
“La realtà del Museo di Abano si inserisce in un contesto particolare – osserva il sindaco Federico Barbierato – quello del bacino termale e si ritiene che la formazione culturale del turista, specie straniero, sia tale da prefigurare un’elevata risposta. Certo vi dovrà essere una declinazione dell’offerta costruita sul target del turista ove svago e cultura s’intrecciano”.
“Il Museo – riferisce proseguendo l’assessore alla cultura Cristina Pollazzi – sarà un soggetto attivo e partecipativo, in grado di dialogare con la città di Abano, offrendo accanto alla collezione momenti di musica, teatro, danza. Il suo ruolo sociale sarà la sua funzione essenziale, il fine della sua esistenza: infatti, contribuirà alla conoscenza e alla trasmissione del sapere integrandosi ed identificandosi con il territorio e con la sua storia, non solo garantendo la salvaguardia della collezione, ma anche favorendo attività tese a favorire uno spazio di fruibilità culturale.”
Alla giornata dell’inaugurazione hanno fatto seguito l’8 e il 9 dicembre altre due giornate dedicate alla nuova istituzione cittadina che, con la direzione dello scrittore e regista Giancarlo Marinelli e l’organizzazione della funzionaria comunale Federica Trevisanello, hanno offerto un ricchissimo susseguirsi di eventi culturali che hanno spaziato dalla danza alla multivisione, dalla musica al dibattito e ad altre manifestazioni ancora, tra cui un incontro con il notissimo storico dell’arte e showman Vittorio Sgarbi.

Il nuovo Museo Civico resterà aperto al pubblico di venerdì e sabato dalle 15 alle 18 e di domenica dalle 14,30 alle 18,30.

 

Città di Abano Terme. EVENTI GIUGNO 2018

SABATO 16 giugno 2018

Parco Urbano Termale Dalle 9.30 alle 12.30

FITNESS AL PARCO URBANO

Attività di Yoga, Walk e Balla&Snella

 

 

SABATO 16 giugno e DOMENICA 17 giugno 2018

Teatro Magnolia Ore 21.00

FESTIVAL PADOVA DANZA

Ingresso a pagamento.

 

 

SABATO 16 giugno ore 21.15

Teatro Polivalente, via Donati 1 Ore 21.15

IL SOLITO IGNOTO

Di Michele Ruol

Lettura scenica a cura di Lorenzo Marangoni

Attori Andrea Bellacicco, Giulia Briata, Andrea Tonin

Produzione Teatro Stabile del Veneto

Ingresso libero.

 

 

MERCOLEDI’ 20 giugno 2018

Parco Urbano Termale Dalle 18.30 alle 21.30

FITNESS AL PARCO URBANO

Attività di Calisthenic, Whole e Cross Boxe

 

 

VENERDI’ 22 giugno 2018

Parco Urbano Termale Dalle 10.30 alle 11.30

FITNESS AL PARCO URBANO

Attività di Functional Power Training

 

Parco Urbano Termale Dalle 18.30 alle 19.30

FITNESS AL PARCO URBANO

Attività di Whole

 

Parco Urbano Termale Dalle 20.30 alle 21.30

FITNESS AL PARCO URBANO

Attività di Kick-boxing

 

 

SABATO 23 giugno 2018

Parco Urbano Termale Dalle 9.30 alle 12.30

FITNESS AL PARCO URBANO

Attività di Pilates, Walk e Balla&Snella

 

 

DOMENICA 24 giugno 2018

Giardini del Kursaal Ore 21.15

AMERICAN MUSIC ABROAD

 

 

LUNEDI’ 25 giugno 2018

Teatro Magnolia Ore 21.15

AMERICAN MUSIC ABROAD

LA GRANDE ISOLA PEDONALE DI ABANO TERME COMINCIA DA PIAZZA FONTANA

grande isola

Tanti lo sanno o lo intuiscono, altri se lo chiedono, quale sarà l’esito finale che sono destinati ad avere i lavori in corso da un paio di mesi nell’area di Piazza della Repubblica, conosciuta anche come Piazza Fontana, uno dei fulcri più dinamici ed eleganti della città di Abano. Un’area sia di transito sia di piacevole soggiorno nei bar che vi si affacciano e occasione di acquisti nei negozi che la coronano.

Quello che tuttavia appare chiaro a tutti è l’ampliamento dell’intera isola pedonale che l’intervento in atto persegue. Essa, estesa da est a ovest e da sud a nord della città in misura molto rilevante e apprezzata ormai da tutti, trova la sua lontana origine addirittura nei primi anni Ottanta del secolo scorso, quando l’allora sindaco Armando Gennaro intuì l’enorme beneficio che un’area interdetta al traffico avrebbe potuto recare al cuore alberghiero delle terme e ne cominciò la concreta realizzazione, nonostante la fortissima opposizione di… quasi tutti.  Il progetto venne poi sostanzialmente abbandonato dall’amministrazione successiva, ma venne ripreso e portato a compimento dallo stesso Gennaro, frattanto rieletto sindaco, durante il triennio 1988-93.  Interventi su questo impianto storico dell’isola pedonale –quello tuttora esistente – vennero ancora realizzati dal sindaco Cesare Pillon.

L’attuale amministrazione, guidata da Federico Barbierato, eletto sindaco nemmeno un anno fa, ha ripreso decisamente in mano il progetto di un significativo ampliamento di quell’impianto e, cominciando appunto da Piazza Fontana, lo sta realizzando.

Ci siamo perciò proposti di riferire ai nostri lettori con precisione sull’opera in corso e per farlo con cognizione di causa abbiamo pensato di incontrare gli amministratori comunali più direttamente coinvolti nel progetto – ovvero lo stesso sindaco e l’assessore ai lavori pubblici Gian Pietro Bano – per capire le motivazioni, gli obiettivi, la tempistica dell’intervento in atto e, possibilmente, la natura di una sistemazione complessiva finale dell’isola pedonale aponense.

La disponibilità dei due amministratori è stata massima e li ringrazio per aver accettato di incontrarci proprio sull’area interessata ai lavori, così da poterci descrivere con esattezza le caratteristiche dell’intervento.

Signor sindaco – abbiamo chiesto a Barbierato – se appare di tutta evidenza che i lavori riguardano l’ampliamento dell’isola pedonale, ci può dire le caratteristiche che avrà questo ampliamento e come si configura nel quadro del disegno urbanistico che la sua amministrazione persegue?

Ormai è per tutti più facile rispetto a quarant’anni fa capire il grande valore che ha per la nostra Abano un’isola pedonale come quella che è stata creata partendo da allora e giungendo fino ai nostri giorni.

L’importanza di un’isola pedonale non va tuttavia considerata soltanto sotto il profilo dei notevolissimi vantaggi – che ovviamente ci sono – per l’industria alberghiera e per l’indotto commerciale in genere, ma anche in eguale misura dei vantaggi derivanti a tutti i residenti che possono così usufruire di un bel pezzo della loro città per il passeggio e l’incontro, per un momento di relax che questa specie di grande salotto all’aperto offre a loro come a tutti, gli ospiti in primis.

Per noi questo è un aspetto veramente importante e, per renderlo tangibile, sempre più concreto, le segnalo che proprio in questa piazza abbiamo deciso di collocare un parcheggio per biciclette, in modo che l’isola possa venire raggiunta dai cittadini di tutto il territorio comunale senza bisogno di usare l’automobile.  Abbiamo inoltre pensato a un tracciato che consenta di spostarsi in bicicletta da piazza Repubblica direttamente verso Villa Bassi rendendo ciclabile via Mazzini.

Va inoltre sottolineato che il concetto di pedonalizzazione dell’area riguarda anche la piccola ma significativa zona dei giardini circondati dal cosiddetto condominio Esedra, al cui piano terra operano numerosi esercizi commerciali, e segnati dalla storica presenza dello Speak Easy. È un aspetto tutt’altro che secondario della riqualificazione funzionale dell’area stessa.

Ed entro la fine del prossimo maggio i lavori saranno completati.

Sappiamo che avete ereditato dalle due precedenti gestioni comunali il progetto di quest’opera. Il vostro è stato dunque un ruolo sostanzialmente esecutivo?

No, casomai lo è solo in parte – ci risponde l’assessore Bano – e nemmeno una parte preponderante. In realtà il progetto lo abbiamo dovuto rifare perché aveva obiettivi che confliggevano con l’obiettivo finale di una pedonalizzazione vera, tendenzialmente con caratteristiche uguali al resto dell’isola. E ci siamo riusciti, grazie al brillante attivismo del capo ufficio tecnico, l’architetto Leonardo Minozzi, e soprattutto alla disponibilità del progettista, l’architetto Lorenzo Attolico, che ha accettato di “riscrivere” il progetto senza ulteriori oneri per il Comune.

Il costo dell’opera non si discosta di molto da quello preventivato, ma comprende tutta una serie di innovazioni importanti, assenti nel progetto che abbiamo ereditato, come l’abbattimento degli oramai inutili ed ingrombranti totem di ferro davanti all’Hotel Villa Piave e l’ampliamento degli spazi dedicati in esclusiva al “movimento lento”. L’opera, oltre a saldarsi con l’isola pedonale preesistente, viene a congiungere questa con un tratto di via Mazzini, con parte di viale delle terme e a est si spinge fino a via Caboto. Viene di conseguenza ben rimarcato il ruolo di piazza Fontana come crocevia fondamentale, non più solo del traffico veicolare, ma di una vivibilità nuova, basata sulla possibilità di muoversi con le proprie gambe e con un mezzo di trasporto iperleggero come la bicicletta.

 

E per quanto riguarda la manutenzione dell’esistente?

Curiamo interventi pressoché quotidiani  – risponde l’assessore – che sono d’altronde assai costosi ma assolutamente indispensabili. Forse l’impiego di materiali diversi avrebbe aiutato ed è anche questo un aspetto cui abbiamo dedicato molta attenzione nella scelta dei materiali per questo intervento di piazza Fontana.

 

Nelle sue intenzioni e negli obiettivi a lungo termine dell’amministrazione che presiede – chiediamo ancora al sindaco Barbierato – con questo intervento si chiude il capitolo della pedonalizzazione del centro termale?

No, anche se non mi nascondo che, vuoi per i costi economici vuoi per qualche resistenza mentale che fatalmente ancora forse rimane, non sarà facile realizzare il progetto che ho in testa: una grande area che da qui si congiunga su via Flacco a quella del Parco Termale e che concretizzi uno spazio in cui si possa soggiornare e passeggiare a lungo senza soluzione di continuità, in tutta sicurezza e tranquillità.

Intanto configureremo a breve l’isola pedonale come Zona a Traffico Limitato, con un sistema pass per accedervi che saranno del tutto gratuiti per i clienti degli alberghi siti nell’isola. Più che un divieto la ZTL diventa quindi una specie di filtro volto a minimizzare drasticamente l’accesso automobilistico e a regolamentare quello strettamente indispensabile.

È ovviamente quello della Grande Isola Pedonale un obiettivo che va perseguito con pazienza, passo dopo passo, ma senza scoraggiarsi per le difficoltà che indubbiamente ci saranno e che tuttavia credo saremo in grado di superare.

Noi vogliamo impegnarci in questa realizzazione con una visione ampia della città, una visione attenta ai cittadini residenti e agli ospiti, agli imprenditori alberghieri, ai commercianti, agli esercenti, a tutti insomma coloro che giorno dopo giorno vivono ad Abano, godono della sua qualità di vita e operano per renderla da ogni punto di vista economicamente più forte e soprattutto umanamente più vivibile. Che è poi lo scopo primario anche del presente intervento.

Aldo Francisci

RITORNA L’ORGOGLIO VIVA ABANO

“La nuova amministrazione Barbierato per una nuova Abano a misura d’uomo”

editoriale

La vittoria di Federico Barbierato con la sua squadra alle amministrative dello scorso giugno inaugura di fatto un radicale cambio di passo nel modo di amministrare la nostra città. Il sindaco Barbierato, nato e vissuto ad Abano, ha vinto le elezioni in nome della pacificazione, inclusione, trasparenza ed efficienza.

Il nuovo sindaco Barbierato, in quello spirito di inclusiva collaborazione, che lo ha contraddis

to sin dall’inizio della campagna elettorale, ha proposto Stefania Chiarelli quale presidente del Consiglio comunale in rappresentante della minoranza consigliare. Volto nuovo della politica aponense, giovane e promettente avvocato, Stefania Chiarelli è stata candidato sindaco, nella tornata elettorale del giugno scorso, sostenuta da due liste civiche  “Abano viva” e “Orgoglio aponense” ottenendo un eccezionale 10%. Non era mai successo nella storia di Abano che un sindaco proponesse un rappresentante dell’opposizione a ricoprire la carica di presidente del Consiglio comunale.

Un nuovo modo di amministrare il Comune di Abano quello del sindaco Barbierato.

Già si è visto nella scelta dei componenti della della nuova Giunta. Volti nuovi e soprattutto giovani.

Francesco Pozza  Vicesindaco e Assessore al Bilancio, Tributi, Servizi Demografici, Sport, Innovazione, Terme, Turismo;

Ermanno Berto Assessore alle Attivita’ Produttive, Manifestazioni, Associazioni;

Gian Pietro Bano  Assessore ai Lavori Pubblici e agli Affari Legali;

Virginia Gallocchio  Assessore con delega ai Servizi Sociali;

Cristina Pollazzi  Assessore con deleghe alla Pubblica Istruzione e alla Cultura.

Compito non facile quello della nuova amministrazione che si trova in eredità una difficile situazione legata alle note vicende della tangentopoli delle terme. Una macchina amministrativa praticam

ente da ricostruire ed una lunga lista di scelte della precedente amministrazione da cambiare radicalmente.

Il primo segnale di efficienza dato dall’amministrazione Barbierato è stato l’mmediato

inizio del programma delle asfaltature seguitte personalmente dall’assssore ai Lavori Pubblici Giampietro Bano. Anche la tanto attesa manutenzione dei giochi dei parchi aponensi e avvenuta con la soddisfazione delle nostre famiglie, per non parlare del  rafforzamento dei controlli in area pedonale e nei parchi attraverso uscite notturne di polizia municipale e carabinieri. L’aver deciso di rivoluzionare la viabilità in via Flacco e in via Martiri d’Ungheria. Il Comune ha infatti deciso di rimuovere, sul lato sinistro delle due vie, provenendo dal centro, i parcheggi per lasciare lo spazio ad una pista ciclabile. Grande la soddisfazione di ospiti, cittadini e commercianti che per bocca del presidente mandamentale Ascom di Abano Michele Ghiraldo, che su questa questione aveva portato avanti una lunga battaglia,  così definisce la scelta dell’amminstrazione comunale: «La qualità di una città si misura anche sulla sicurezza dei nostri ospiti, dei pedoni e dei ciclisti».

Buona amministrazione significa eliminare gli sprechi. Il nuovo sindaco Barbierato ha tagliato i costi della macchina amministrativa, riducendo all’osso lo staff di collaboratori a sua disposizione che, rispetto ai cinque di Luca Claudio, ha ridotto a due. Il risparmio, per le casse comunali, si annuncia consistente, in quanto in media il Comune di Abano dovrebbe riuscire a tagliare circa 80 mila euro annui che, moltiplicati per i cinque anni di amministrazione Barbierato, fanno 400 mila euro.

Altro importante risparmio la cancellazione della “Notte Rosa” definita dal sindaco Barbierato una spesa improduttiva «Decine di migliaia di euro senza un ritorno per la città, è ora di voltare pagina». Basti pensare che per la sola pulizia, dopo la prima edizione del 2011 sono stati spesi ben 90.000 euro.

Tra i tanti sprechi la fontana interattiva del Parco urbano termale.

L’assessore ai lavori pubblici Giampietro Bano deciso a portare il caso alla Corte dei conti «La fontana è stata voluta dalla precedente amministrazione, che ha investito in questo obbrobrio ben 115 mila euro. Soldi pubblici impiegati per un’opera mai utilizzata e mai in funzione. Se non è da Corte dei conti tutto questo… È uno spreco di denaro che grida vendetta».

Grande l’impegno del vicesindaco Francesco Pozza per la realizzazione del prossimo torneo internazionale di calcio città di Abano.

Già al lavoro l’assessore Virginia Gallocchio per il potenziamento dell’assistenza domiciliare comunale. Un plauso all’assessore Ermanno Berto per aver promosso il graditissimo concerto di Davide Carbone.

Finalmente vedrà la luce anche il Museo Civico di Villa Bassi: «A settembre del 2018 sarà inaugurato il Museo Civico di Villa Bassi». Ad annunciarlo è l’assessore alla Cultura del Comune di Abano, Cr

istina Pollazzi. Dopo una decina d’anni di attesa e la perdita di metà del contributo da 1.480.000 euro erogato dalla Regione all’allora amministrazione guidata da Andrea Bronzato, finalmente si sblocca la situazione, con Villa Bassi pronta ad assumere una veste tutta nuova.

«Non avendo l’amministrazione Claudio rispettato i tempi, metà di quel contributo è stato perso», spiega la Pollazzi. «Per anni non è stato fatto nulla e ora ci sono rimasti 730 mila euro che abbiamo intenzione di investire per la realizzazione immediata del museo.

Il nuovo sindaco Barbierato deciso a bloccare il cemento ad Abano.

“L’impegno di questa amministrazione è quello di evitare il sorgere di altre cattedrali di cemento, privilegiando il recupero e la rigenerazione urbana. L’unico modo per realizzarlo è rivisita

re completamente il PAT precedentemente adottato dall’amministrazione Claudio.

Rigenerazione urbana e recupero del patrimonio edilizio esistente connoteranno la riadozione del nuovo Pat nella filosofia di una Abano città del benessere e della sostenibilità».

L’amministrazione Barbierato mira quindi ad una diminuzione della cubatura prevista dal Pat adottato da Claudio, ma anche ad un capitolo importante sul tema grandi strutture di vendita. «Purtroppo, per quanto concerne il nuovo centro commerciale Alìper, la situazione è già compromessa», ammette il primo cittadino aponense. Discorso diverso invece riguarda il centro commerciale previsto in piazza Mercato. «Anche in questo caso dobbiamo fare i conti con una situazione delicata, ma non definitivamente compromessa. C’è una convenzione siglata tra il Comune e la Res, società proprietaria di gran parte dei comparti centrali di Abano, che cercheremo di prendere in mano e di rivedere.

Il Direttore
Aldo Francisci