COS’E’ E COME FUNZIONA IL REGIME FORFETTARIO

ACLILe ACLI informano
a cura del Caf Acli di Padova
www.aclipadova.it – 049601290

COS’E’ E COME FUNZIONA IL REGIME FORFETTARIO

Il regime forfetario è un regime semplificato sul versante degli adempimenti connessi.

La legge di bilancio 2019 ne ha ampliato l’ambito applicativo, innalzando la soglia limite dei ricavi/compensi a 65.000 euro ed eliminando gli ulteriori requisiti di accesso riguardanti il costo del personale e quello dei beni strumentali.

Requisito di accesso

• Possono accedere al regime forfetario sia i soggetti già in attività che i soggetti che iniziano un’attività di impresa, arte o professione;

• Il regime in esame diviene pertanto il regime naturale, applicabile anche ai soggetti già in attività in possesso dei requisiti strutturali di accesso.

Se si esercitano più attività, occorre considerare la somma dei ricavi e dei compensi relativi alle diverse attività esercitate.

I contribuenti che iniziano un’attività d’impresa, arte o professione e che presumono di rispettare il requisito e le condizioni previste per l’applicazione del regime, hanno l’obbligo di darne comunicazione nella dichiarazione di inizio attività. Questa comunicazione è richiesta unicamente ai fini anagrafici. L’omessa indicazione nella dichiarazione di inizio attività dell’intenzione di applicare il regime forfetario non preclude, quindi, l’accesso al regime medesimo, ma è punibile con una sanzione amministrativa da 250 euro a 2.000 euro.

Cause di esclusione

Non possono accedere al regime forfetario:

• le persone fisiche che si avvalgono di regimi speciali ai fini Iva o di regimi forfetari di determinazione del reddito,

• i non residenti, ad eccezione di coloro che risiedono in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo che assicuri un adeguato scambio di informazioni e che producono in Italia almeno il 75% del reddito complessivamente realizzato,

• i soggetti che effettuano, in via esclusiva o prevalente, operazioni di cessione di fabbricati o porzioni di fabbricato, di terreni edificabili o di mezzi di trasporto nuovi

• gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni che partecipano contemporaneamente a società di persone, associazioni professionali o imprese familiari ovvero che controllano direttamente o indirettamente società a responsabilità limitata o associazioni in partecipazione, le quali esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte individualmente

• le persone fisiche la cui attività sia esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d’imposta ovvero nei confronti di soggetti direttamente o indirettamente riconducibili a tali datori di lavoro, fatta eccezione per chi inizia una nuova attività dopo aver svolto il periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni.

il regime forfetario cessa di avere efficacia a partire dall’anno successivo a quello in cui viene meno il requisito di accesso previsto dalla legge ovvero si verifica una delle cause di esclusione.

Reddito e tassazione

Chi applica il regime forfetario determina il reddito imponibile applicando, all’ammontare dei ricavi conseguiti o dei compensi percepiti, il coefficiente di redditività previsto per l’attività esercitata.

Dal reddito determinato forfetariamente si deducono i contributi previdenziali obbligatori, compresi quelli corrisposti per conto dei collaboratori dell’impresa familiare fiscalmente a carico ovvero, se non fiscalmente a carico, qualora il titolare non abbia esercitato il diritto di rivalsa sui collaboratori stessi; l’eventuale eccedenza è deducibile dal reddito complessivo.

Al reddito imponibile si applica un’unica imposta, nella misura del 15%, sostitutiva di quelle ordinariamente previste (imposte sui redditi, addizionali regionale e comunale, Irap).

Nel caso di imprese familiari, l’imposta sostitutiva, applicata sul reddito al lordo dei compensi dovuti dal titolare al coniuge e ai suoi familiari, è dovuta dall’imprenditore.

Il reddito calcolato forfetariamente rileva anche ai fini del riconoscimento delle detrazioni per carichi di famiglia, non per la determinazione dell’ulteriore detrazione spettante in base alla tipologia di reddito.

Semplificazioni ai fini Iva

L’adozione del regime forfettario comporta una serie di semplificazioni ai fini Iva e ai fini delle imposte dirette. I contribuenti che applicano il regime forfetario:

• non addebitano l’Iva in fattura ai propri clienti né detraggono l’imposta assolta sugli acquisti,

• sono esonerati dagli obblighi di liquidazione e versamento dell’imposta e di presentazione della dichiarazione annuale,

• non sono tenuti a registrare le fatture emesse, i corrispettivi e gli acquisti,

• non devono applicare le disposizioni relative all’obbligo di fatturazione elettronica .

Restano invece soggetti agli obblighi di:

• numerazione e conservazione delle fatture di acquisto e delle bollette doganali.

• certificazione dei corrispettivi,

• integrazione delle fatture, per le operazioni di cui risultano debitori di imposta, con indicazione dell’aliquota e della relativa Iva, che deve essere versata entro il giorno 16 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni, senza diritto a detrazione,

• fatturazione elettronica nei confronti della Pubblica amministrazione.

Maggiori vantaggi per chi avvia una nuova attività

L’imposta sostitutiva è ridotta al 5% per i primi cinque anni di attività in presenza di determinati requisiti:

• il contribuente non ha esercitato, nei tre anni precedenti, attività artistica, professionale o d’impresa, anche in forma associata o familiare,

• l’attività da intraprendere non costituisce, in nessun modo, mera prosecuzione di altra precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso del periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni,

• se viene proseguita un’attività svolta in precedenza da altro soggetto, l’ammontare dei relativi ricavi e compensi realizzati nel periodo d’imposta precedente quello di riconoscimento del beneficio non supera il limite che consente l’accesso al regime.

Trattandosi di una materia articolata e suscettibile di modifiche normative, al vaglio del legislatore anche nella prossima legge di stabilità, è possibile rivolgersi al CAF ACLI e allo sportello del servizio contabilità di Montegrotto terme, per avere opportuna consulenza e potersi meglio orientare sui benefici del regime descritto. 

Per appuntamenti chiamare lo 049 601290.

FAP ACLI di Padova “LA RELAZIONE CHE CURA” 19 novembre 2019 sportello P.A.S.S.O. “Punto d’Ascolto per il Sostegno Sociale e l’Orientamento”

https://www.aclipadova.it/news/la_relazione_che_cura.html

Nell’ottobre 2018 FAP ACLI di Padova ha avviato lo sportello P.A.S.S.O. “Punto d’Ascolto per il Sostegno Sociale e l’Orientamento”, rivolto a persone – in particolare della terza età –  che manifestano la necessità di un supporto o di un orientamento rispetto a particolari condizioni di vita: intervento affidato alle competenze di un gruppo di esperti e di alcuni volontari opportunamente formati.

La relazione che cura - 19 novembre 2019 correttoAd un anno di distanza si desidera fare sintesi delle situazioni affrontate, dei volti e dei numeri, portando all’evidenza della comunità bisogni, disagi, problemi e rilanciando sulle strade che ancora rimangono da percorrere.

L’evento “LA RELAZIONE CHE CURA”, che si terrà il 19 novembre alle ore 16, vuole quindi essere un momento di confronto propositivo fra diversi attori che, a vario titolo, operano con le persone anziane, con un focus sul ruolo e l’importanza del ‘volontariato’ attraverso le testimonianze di due volontari delle Acli.

Casa Pio X  – Sala Lazzati
via Vescovado, 29 – Padova

DIVISIONE E NORME URBANISTICHE

Il notaio risponde
A cura di Aldo Francisci

DIVISIONE E NORME URBANISTICHE

DI LAURO

Notaio, c’è una recentissima sentenza  della Cassazione in tema di divisione,  di cosa si tratta?

La Corte di Cassazione a Sezioni Unite il 7 ottobre scorso ha depositato in Cancelleria una interessantissima sentenza dove affronta un annoso problema in tema di divisione e norme urbanistiche. In buona sostanza la Corte chiarisce che qualsiasi divisione, anche quella ereditaria, è un atto che soggiace alle regole urbanistiche; conseguentemente anche quando gli eredi vogliono dividersi il patrimonio ricevuto in eredità, se ci sono immobili, devono ottenere dal Comune copia dei titoli urbanistici da inserire in atto. Questo cosiddetto “accesso agli atti” all’ufficio “edilizia privata” può essere fatto personalmente oppure avvalendosi di un tecnico di fiducia. E’ essenziale che si indichino in atto tutti i titoli edilizi maggiori, ed in particolar modo il primo, quello che ha dato il via alla costruzione, senza il quale l’atto sarebbe nullo. Lo scopo della norma è combattere l’abusivismo edilizio come chiarito dalla Corte di Cassazione, ed è per questo che il Notaio chiede agli eredi di fornire questi documenti. In quell’occasione è importantissimo ricercare anche il permesso di abitabilità/agibilità perché in assenza del medesimo potrebbe mettersi in discussione proprio l’utilizzabilità dell’immobile per il suo tipico (abitativo, commerciale, etc…), con evidente danno dell’erede a cui viene assegnato l’immobile “inagibile”.

Al contrario, benchè possa sembrare strano, queste regole urbanistiche non valgono per i testamenti. La logica è che la morte, ahimè, è un evento inevitabile per tutti noi, e ogni immobile cade in successione, anche quelli abusivi. Saranno poi gli eredi a dover affrontare il problema e, nei limiti del possibile, risolverlo, ma comunque prima di dividersi l’immobile abusivo.

Ad ogni modo, anche il questo caso, è opportuno rivolgersi al Notaio per avere chiarimenti nel caso concreto per orientare al meglio le scelte.

Salvatore Di Lauro
Notaio in Abano Terme

CUCINA PADOVANA

 

Rane in brodetto

cucinaTritare cipolla e aglio, farli imbiondire in olio, aggiungere le coscette di rana infarinate.

Irrorare con vino bianco e poco aceto con poca acqua.

Cospargere di prezzemolo tritato e cuocere per otto minuti.

LIBRI DA LEGGERE

Caterina Dominici, Inno ai Patriarchi di Giacomo Leopardi o de’ principii del genere umano, Aldo Francisci Editore, 2019, Abano Terme, pp. 264.dominici inno

La concezione dell’umanità, della storia, della natura, della civiltà, del male, dell’infelicità costituisce il fondamento dell’ispirazione dell’Inno ai Patriarchi, nel quale quella concezione trova ampio e approfondito svolgimento. Nell’Inno trovarono sistemazione i risultati delle approfondite e tormentate rifl essioni del Leopardi sulla vita e sul destino dell’uomo, sul divenire dell’umanità attraverso la storia, che egli andava annotando frequentemente nelle pagine dello Zibaldone.

L’uomo ama e desidera quello che non ha limite, odia e rifiuta il senisitivo, di cui conosce e individua l’esiguità. A risolvere la contraddizione tra il desiderio dell’illimitato e la realtà contingente e limitata, che quel desiderio non potrà mai appagare, interviene l’opera dell’immaginazione e delle illusioni: il fondamento dell’ispirazione de l’Infinito.

A soddisfare quell’intima esigenza dell’uomo, la natura concorse con la varietà e l’indefinità. Il vario, l’indefinito, il misterioso di una paesaggio naturale, di un cielo parzialmente ricoperto da nubi in movimento, la visione di un orizzonte, contemplato da un angolo, infondono sentimenti indefiniti e piacevolissimi.

L’ispirazione degli Inni aveva attinto copiosamente alla squisita sensibilità leopardiana che, di fronte agli spettacoli naturali,si commuoveva incomparabilmente, vibrando con incontaminata schiettezza.

L’aspirazione era radicata nell’animo del Leopardi, trascendendo limiti di spazio e di tempo, così come l’ammirazione per gli antiche epoche dell’umanità e in particolare per quella biblica dei Patriarchi.

 

12 novembre – Successione e passaggio generazionale: incontro informativo

https://www.aclipadova.it/successione_e_passaggio_generazione

L’obiettivo dell’incontro, organizzato dalle Acli e dalla FAP di Padova in collaborazione con il Caf Acli di Padova, è spiegare la disciplina della successione con esempi pratici ponendo attenzione ai riflessi fiscali per poter aiutare le persone a capire le normative e i procedimenti legati a queste operazioni. Durante la serata saranno illustrate le nozioni basilari del diritto testamentario, le corrette procedure con i relativi diritti e doveri degli eredi perché informandosi e pianificando per tempo si possano evitare inutili litigi e preoccupazioni.

Prenderanno parte all’incontro:

successioni 12 novembre 2 - Notaio Roberto Agostini - Distretto Notarile di Padova
 Aspetti civilistici inerenti la gestione delle successioni

- Dr. Davide Laccioli - Responsabile Ufficio Successioni ACLI Servizi Padova srl
La dichiarazione di successione

 Dr.ssa Marina Scopel - Responsabile ACLI Servizi Padova srl
Altri adempimenti fiscali legati alle successioni

ARIA CONDIZIONATA … GIOIA E DOLORI … AL COLLO SOPRATTUTTO!

L’angolo del Terapista
A cura del Dr. Giuseppe Manzo   cell. 348 7048590
www.giuseppemanzo.com   giuseppemanzo51@gmail.com

 MANZO

I DISORDINI DELL’ARTICOLAZIONE TEMPOROMANDIBOLARE

La Rubrica del Dentista
cura della Dottoressa Alice Marcatoalice.marcato@alice.it

I DISORDINI DELL’ARTICOLAZIONE TEMPOROMANDIBOLAREmarcato

I disordini dell’articolazione temporomandibolare (ATM) si verificano a causa di problemi nella coordinazione di mascella, mandibola e muscoli masticatori che la circondano e controllano la masticazione e l’apertura e chiusura della bocca.

L’articolazione temporo-mandibolare (ATM) è il giunto a cerniera che collega la mascella inferiore (mandibola) all’osso temporale del cranio, che è davanti all’orecchio su ciascun lato della testa. Le articolazioni permettono alla mandibola di muoversi agevolmente su e giù e lateralmente permettendo di parlare, masticare, e sbadigliare. I muscoli ad essa attaccati e che circondano la mascella si occupano congiuntamente del controllo della posizione e del movimento della mandibola.

Cosa causa i disturbi dell’ ATM?

La causa dei disordini temporomandibolari non è chiara, ma si ritiene che i sintomi derivino da disfunzioni muscolari o disfunzioni dell’articolazione stessa. Alcune cause posso essere:

• Digrignare o stringere i denti, che causano molta pressione sull’ ATM.

• Lussazione del disco articolare tra il condilo (il capo articolare della mandibola e la fossa articolare dell’osso temporale.

• Presenza di artrosi o artrite reumatoide

• Stress, che può indurre una persona a contrarre i muscoli del viso e della mascella o a stringere i denti.

Quali sono i sintomi dell’ATM?

Le persone con disordini temporomandibolari possono provare dolore e disagio che possono essere temporanei o durare molto tempo. C’è un’incidenza maggiore nelle donne rispetto agli uomini, e i disordini temporomandibolari vengono riscontrati più comunemente nelle persone di età compresa tra 20 ed i 40 anni.

Comuni sintomi dei disturbi dell’atm sono:

• Dolore alla mandibola o sensibilità del volto,zona della mandibola,collo e spalle, e all’interno o intorno all’orecchio quando si mastica, si parla o si apre molto la bocca.

• Limitata capacità ad aprire la bocca.

• La mascella si “blocca” a bocca aperta o chiusa.

• Clic,crepitii o altri rumori all’apertura o chiusura della bocca (​​possono essere o meno accompagnati da dolore).

• Una sensazione di affaticamento dei muscoli della faccia.

• Difficoltà nella masticazione o un improvviso disagio in chiusura – come se i denti superiori e inferiori non chiudano correttamente.

• Altri sintomi comuni dei ATM includono mal di denti, mal di testa, dolori al collo, vertigini, mal d’orecchie, problemi di udito, dolori alla parte superiore della spalla, e ronzio nelle orecchie (tinnito).

Esistono trattamenti conservativi per il recupero della sintomatologia quali alimentazione morbida, terapia farmacologica antidolorifica al bisogno, e/o l’utilizzo di Bite notturno che rappresenta  un tutore che si adatta ai denti superiori o inferiori, Impedisce ai denti superiori e inferiori di entrare in contatto, riducendo gli effetti del serramento o digrignamento dei denti.

In casi più avanzati, si deve ricorrere a valutazioni maxillo-facciali con terapie chrurgiche.