IL “PASSAPORTO” DENTALE

MARCATOLa Rubrica del Dentista

A cura della Dottoressa Alice Marcato
alice.marcato@alice.it

“Il passaporto implantare è un documento che contiene tutte le indicazioni fornite dal fabbricante, che certificano
la qualità dell’impianto, i materiali utilizzati  e le caratteristiche costruttive e dimensionali”

La continua innovazione tecnologica produce sempre nuove aspettative ed esigenze. Nel dentale, innovazione tecnologica e progresso scientifico introducono tecniche sempre più sofisticate, che rivoluzionano le metodiche diagnostiche, terapeutiche e di produzione protesica. Si va dalla radiografia 3D ai sistemi di chirurgia guidata, alla rigenerazione ossea. Il digitale in particolare ha rivoluzionato il mercato. L’impatto delle nuove tecnologie lungo tutta la filiera dentista-paziente-odontotecnico-produttore-è formidabile.

Proprio in questa “giungla” di innovazioni è giusto che ogni qualvolta che ci si sottopone ad un trattamento odontoiatrico e nello specifico di PROTESI o IMPLANTOLOGIA dobbiamo essere sicuri che ciò che ci viene progettato sia sicuro e abbia una garanzia nella costruzione, nel materiale usato e nella durata. I materiali che compongono la “tua protesi”devono essere  sicuri. Quindi, quando finisci una cura, chiedi che ti venga consegnata una copia della dichiarazione di conformità,  che il fabbricante deve rilasciare per legge. Rappresenta il “passaporto” che garantisce la tracciabilità dei materiali usati per la costruzione della protesi, messa a punto sulla base delle indicazione dell’odontoiatra. Vengono infatti elencati i materiali che sono stati usati, cioè se metallici oppure non metallici, e il dettaglio dei vari tipi, come ceramica, zirconia, resina. Infine la dichiarazione deve riportare i tuoi dati personali e gli estremi sia del dentista sia del suo studio.

Tutto questo esiste anche in materia di impianti dentali.  Adesso c’ è il «passaporto» implantare: lo studio dentistico fornisce ad ogni paziente che abbia eseguito un intervento di implantologia, la certificazione di originalità degli impianti utilizzati, affinchè il paziente possa ricevere assistenza in ogni momento e in qualunque parte del mondo in caso di necessità.

Il passaporto implantare è un documento che contiene tutte le indicazioni fornite dal fabbricante, che certificano la qualità dell’impianto, i materiali utilizzati e le caratteristiche costruttive e dimensionali.

VITA NUOVA…CASA RISTRUTTURATA

DE SALVADORIÈ tempo di dare seguito ai buoni propositi sviluppati sotto l’ombrellone

Se la voglia di cambiamento riguarda anche la vostra casa, probabilmente vi sarete scontrati con dubbi inerenti le scelte da intraprendere per concretizzare le vostre idee. Questo è quello che è capitato anche a Filippo e Alessandra: una giovane coppia alla ricerca di un progetto di ristrutturazione per la propria casa. Ciò che più li preoccupava era la spesa da sostenere. Abbiamo così concordato di sviluppare un’idea al massimo delle potenzialità, in modo da avere una visione d’insieme che avrebbe potuto guidare i lavori da scadenzare nel tempo.

Esigenze, vincoli e potenzialità.

Per allineare progettualità e desideri, ho approfondito le loro abitudini e i vincoli dell’abitazione. Avendo già un bimbo e uno in arrivo ricercavano spazi studiati, moderni e al contempo funzionali e sicuri. Una cucina pratica con ampie zone di lavoro e superfici di qualità ma non troppo delicate. Una zona living concepita come spazio conviviale ma anche come “campo di battaglia” per i giochi dei figli. Pavimenti e infissi da sostituire e un layout degli spazi anni 80 che necessitava di una nuova distribuzione. Ancora in buono stato invece gli impianti sicuramente da preservare.

Formulazione e scelte progettuali.

Dopo la valutazione di tre varianti abbiamo individuato la soluzione ottimale. Il living caratterizzato da una parete attrezzata ha garantito un’elevata capienza mantenendo un’estrema pulizia delle linee. Tessuti, tinte e atmosfere calde con faretti e luci a terra si armonizzavano con alcuni pezzi in stile etnico già presenti. Quest’ultimi valorizzati dalle forme lineari del contesto e dal pavimento in legno spazzolato, elemento di unione formale per tutta l’abitazione. Eliminata l’esistente porta della cucina, un semplice varco ha suggerito l’idea di un open space, mentre per la zona notte si è optato per ambientazioni essenziali ma accoglienti. Il disegno dei bagni attento ai dettagli ha definito dei veri e propri angoli di quotidiano relax.

Dall’idea alla realizzazione.

In alcune settimane grazie anche alla visita assieme di alcuni rivenditori specializzati, abbiamo materializzato tutti i pensieri fatti durante l’estate e oggi, a distanza di un anno dalla conclusione dei lavori, Filippo e Alessandra non vedono l’ora di tornare a casa dopo la pausa estiva.

Spazio dunque alla concretezza e in bocca al lupo per i vostri propositi di cambiamento

;-) .  A presto! Michela

PROVERBI VENETI

PROVERVI 118PROVERBI VENETI
A cura di Aldo Francisci

 

Rosso de matina, la piova xe visina.

Rosso de sera, bon tempo se spera.

Bianco de matina, bon tempo se incamina.

El cielo pecorin, promette un bel matin.

Tramonto de naranza, de bon tempo ghe xe speranza.

Co el sol se volta indrio, xe belo el zorno adrìo

Se piove quando el sol se volta indrè, acqua fin ai piè.

Quando el sol va zo rabioso, el zorno drìo non xe piovoso.

Se el sol va a monte a ciel seren, el bon tempo se mantien.

Sole bianco siroco in campo.

El sole umido vole acqua.

No gh’è sabo de Maria, che sol no ghe ne sia.

Cucina Padovana

CUCINA PD 118 Polastro coi funghi  

ingredienti

•1 pollo • cipolla • 150 g pancetta • 50 g burro • olio • prezzemolo

• rosmarino • maggiorana • 1 bicchiere vino bianco • 1 mestolo brodo

• 300 g funghi freschi • aglio

 

Su un battuto di cipolle, pancetta, rosmarino e maggiorana, soffritti nell’olio e burro, si fa rosolare il pollo tagliato in ottavi Poi si spegne con un bicchiere di vino biancoEvaporato in parte il vino, irrorare con 1 mestolo di brodoA metà cottura si aggiungeranno i funghi, già trifolati a parte con prezzemolo, aglio e olio.

DICHIARAZIONI … PERICOLOSE

sorgatoLa rubrica dell’avvocato

a cura dell’Avv.  Monia Sorgato
avv.msorgato@gmail.com

“La partecipazione del coniuge non acquirente all’atto notarile di acquisto di un bene,  da parte dell’altro coniuge, deve essere valutata con attenzione ”

Cassazione civile, Sezioni Unite, sentenza del 28 ottobre 2009, n. 22755

Accade spesso che il coniuge, in regime di comunione legale, partecipi all’atto notarile di acquisto di un bene immobile effettuato dall’altro coniuge, al fine di escludere il bene acquistato dalla comunione legale.

Il bene compravenduto rimarrà, così, di proprietà esclusiva del coniuge acquirente.

Nel caso in cui, per il pagamento del prezzo di acquisto, sia utilizzato il denaro ricavato dalla vendita di altri beni di proprietà esclusiva del coniuge acquirente, nulla quaestio: il codice civile, dispone, infatti, che “Non costituiscono oggetto della comunione e sono beni personali del coniuge … i beni acquisiti con il prezzo del trasferimento dei beni personali … purché ciò sia espressamente dichiarato all’atto dell’acquisto …” [art. 179, comma I, lettera f), codice civile].

Quando, però, nonostante la predetta formale dichiarazione, ciò non accade – perché sono utilizzate altre risorse (tratte, magari, da un contestuale mutuo bancario) – la partecipazione all’atto notarile del coniuge non acquirente deve essere valutata con attenzione.

La Suprema Corte, infatti, si è pronunciata, a Sezioni Unite, sulla natura e sugli effetti della dichiarazione di personalità del bene che il soggetto coniugato in regime di comunione legale renda all’atto dell’acquisto di beni immobili (o mobili registrati), al fine di escludere, ai sensi dell’art. 179, comma II, del codice civile, la caduta in comunione del bene stesso.

A tale riguardo, le Sezioni Unite hanno ritenuto che dalla lettera dell’art. 179, comma II, codice civile, emerga come l’intervento del coniuge non acquirente non sia, di per sé, sufficiente a escludere dalla comunione il bene che non sia effettivamente personale.

Infatti, per il combinato disposto degli artt. 177 e 179, comma I, codice civile, l’inclusione nella comunione legale è un effetto automatico dell’acquisto di un bene non personale da parte dei coniugi, insieme o separatamente, durante il matrimonio.

Quindi, è solo la natura effettivamente personale del bene a determinarne l’esclusione dalla comunione legale.

Pertanto, il coniuge non acquirente può chiedere, successivamente all’acquisto, che il Tribunale accerti l’appartenenza alla comunione legale del bene acquistato, come personale, dall’altro coniuge.

Attenzione però !

Nel caso in cui il coniuge non acquirente abbia riconosciuto – contrariamente al vero – che il prezzo per l’acquisto effettuato dall’altro coniuge è stato pagato con il prezzo del trasferimento di altri beni personali [art. 179, comma I, lettera f), codice civile], il predetto riconoscimento – per la Suprema Corte – equivale a una confessione, con la conseguenza che l’azione di accertamento, in questo caso, presupporrà la revoca della confessione, revoca ammessa, tuttavia, solo per errore di fatto, dolo o violenza.

In sostanza, ottenere una sentenza che accerti l’effettiva appartenenza alla comunione legale del bene acquistato dall’altro coniuge, diventa, in questo caso, una missione (quasi) impossibile !

 

LA SALUTE DEI DENTI “DA LATTE”

MARCATO

La Rubrica del Dentista

A cura della Dottoressa Alice Marcato
alice.marcato@alice.it

“I denti da latte si devono curare? ”

In questo articolo scoprirai l’importanza della cura dei dentini da latte e quanto sia fondamentale rivolgersi a un dentista esperto di bambini (pedodontista). Dall’igiene e profilassi, all’ odontoiatria conservativa, i dentini da latte vanno curati e trattati solo così si preserverà la salute orale del vostro bambino una volta divenuto adulto.

Perché è importante curare i dentini da latte?

Spesso la salute dei denti da latte viene trascurata perché non se ne conosce l’importante ruolo che svolgono nella salute del bambino. In primis, se cariati, fanno male tanto quanto i denti permanenti, in secondo luogo mantengono gli spazi per la crescita futura del dente permanente corrispondente e aiutano un corretto sviluppo del linguaggio.

C’è da aggiungere inoltre che denti da latte cariati in bocca sono focolai di infezione da streptococchi ( il batterio responsabile della carie). Va poi considerata l’anatomia differente del dente da latte (deciduo) che ha uno smalto molto sottile, per questo motivo la carie progredisce in modo molto più rapido.

Come si curano i denti da latte?

I dentini da latte vengono curati come i denti definitivi, cambia l’approccio con il piccolo paziente.

Quando portare il proprio figlio per la prima volta dal dentista?

Molte mamme chiedono quando sarebbe meglio portare il bambino per la prima volta dal dentista.

Il consiglio, condiviso anche dalle linee guida del Ministero della Salute è di portare il bambino il prima possibile,tra i 4  e 5 anni. Questa prima visita ha il vantaggio dell’approccio precoce al dentista come confidenza che il bimbo può prendere con l’ambiente e gli operatori sanitari, familiarizzando, in modo da vivere la prima eventuale esperienza di cura come un evento normale e non stressogeno.

IMPORTANTE: i primi dentini da latte cadono intorno ai 6 anni e sono gli incisivi centrali inferiori. A quest’età, erompono anche i primi molari definitivi (dietro a tutti): sono 4, 1 per  lato e per  arcata. Su questi denti, essendo proprio i primi denti definitivi a “uscire”, si consiglia la SIGILLATURA PREVENTIVA DEI SOLCHI, ovvero l’applicazione di una vernice protettiva sulla superfice del dente che riduce il rischio di carie a carico di tali elementi. Si tratta di una manovra operativa molto semplice, NON si deve effettuare anestesia locale per farla, e ci permette di essere più sicuri sulla preservazione della salute di questi primi denti definitivi.

ASSEGNO DIVORZILE

SORGATOLa rubrica dell’avvocato

a cura dell’Avv.  Monia Sorgato
avv.msorgato@gmail.com

“Il tenore di vita goduto in costanza di matrimonio non costituisce l’unico parametro di riferimento ai fini della statuizione sull’assegno divorzile ”

Nel corso di un giudizio civile per scioglimento del matrimonio, l’adito Tribunale aveva ritenuto rilevante e non manifestamente infondata, in riferimento agli artt. 2, 3 e 29 della Costituzione, la questione di legittimità costituzionale dell’art. 5, comma VI, della legge 1 dicembre 1970, n. 898 (Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio), poiché aveva ritenuto esistere un “diritto vivente” (in estrema sintesi, il consolidato orientamento maturato nella giurisprudenza e nella dottrina in ordine al significato normativo da attribuire ad una determinata disposizione) secondo cui, l’assegno divorzile deve necessariamente garantire al coniuge economicamente più debole il medesimo tenore di vita goduto in costanza di matrimonio.

La norma così censurata, ad avviso del Tribunale, si porrebbe in contrasto con l’art. 3 della Costituzione, sotto il profilo della ragionevolezza, in quanto l’assegno divorzile, pur avendo una finalità meramente assistenziale, finirebbe con l’attribuire l’obbligo di garantire per tutta la vita un tenore di vita agiato in favore del coniuge ritenuto economicamente più debole.

Quanto all’art. 2 della Costituzione, il contrasto di porrebbe per “eccesso di solidarietà”, in quanto la tutela del coniuge debole non comporterebbe l’obbligo di consentire, ben oltre il contesto matrimoniale, il mantenimento delle medesime condizioni economiche godute durante lo stesso matrimonio.

Infine, la norma contrasterebbe con l’art. 29 della Costituzione, in quanto risulterebbe anacronistico ricondurre l’assegno divorzile al tenore di vita goduto in costanza di matrimonio, senza considerare l’attuale portata del divorzio, della famiglia e del ruolo dei coniugi.

Con la sentenza n. 11 del 9 febbraio 2015, la Corte Costituzionale ha ritenuto la questione non fondata, evidenziando che, anche di recente, la Corte di Cassazione (che costituisce il principale formante del diritto vivente) ha ribadito il proprio consolidato orientamento, secondo il quale il parametro del tenore di vita goduto in costanza di matrimonio rileva per determinare in astratto il tetto massimo della misura dell’assegno, ma, in concreto, quel parametro concorre, e va poi bilanciato, caso per caso, con tutti gli altri criteri indicati nello stesso art. 5 cit.

Tali criteri (condizione e reddito dei coniugi, contributo personale ed economico dato da ciascuno alla formazione del patrimonio comune, durata del matrimonio, ragioni della decisione) agiscono come fattori di moderazione e diminuzione della somma considerata in astratto e possono valere anche ad azzerarla.

 

LO SPAZIO OLTRE CASA…

DE SALVADORIArchitettura d’interni

a cura dell’Arch. Michela De Salvadori
info@micheladesalvadori.it     www.micheladesalvadori.it

 

LO SPAZIO OLTRE CASA…

Cene, aperitivi, feste, o semplici serate in famiglia, per chi possiede un giardino o una terrazza è importante rendere lo spazio outdoor il più funzionale possibile e soprattutto unico nell’arredamento. Per suggerire l’idea che la casa si estenda verso il giardino è fondamentale scegliere uno stile in sintonia con quello dell’intera abitazione, così da godere di piacevoli viste tra interno ed esterno. Una giusta intuizione è quella di suddividerlo in settori funzionali, un angolo cottura (con una piccola cucina da esterni od un semplice barbecue) una zona pranzo e un’area relax. Non è necessario avere giardini o terrazze enormi, se lo spazio è ridotto, con l’utilizzo di piani sfalsati o di pavimentazioni diverse, è possibile dare la stessa percezione.  Per realizzare un esterno che richiami lo stile provenzale shabby, utilizzeremo materiali di recupero e arredi restaurati con il fai da te, rigorosamente dipinti con colori pastello. Lanterne poggiate a terra, freschi tessuti di lino o cotone e svariate composizioni floreali in vasi di riciclo. Uno stile più contemporaneo può spaziare invece, dalla realizzazione di giardini estivi con sedute e pouf di design dai colori vitaminici e dalle forme creative, alla realizzazione di un vero e proprio living esterno con l’aggiunta di tavoli collocati sotto a coperture bioclimatiche motorizzate.

Quest’ultime, progettate con lamelle in alluminio e grondaie integrate sono la proposta tecnologica delle più tradizionali pompeiane. Proteggono dalla pioggia e permettono di godere del proprio giardino a prescindere dalle temperature garantendo una regolazione del soleggiamento e una ventilazione ottimale in tutte le ore della giornata. Per ammortizzare il loro costo, ci si può avvalere delle detrazioni fiscali del 65%, se in qualche misura riescono ad abbattere i costi di mantenimento energetico dell’abitazione. Un’alternativa possono essere ancora le vele avvolgibili, realizzate con tessuti nautici impermeabili, uniscono la semplicità della tenda al loro design tecnico. Per rendere personalizzato e funzionale un esterno le idee proposte dal mercato sono molteplici. Per altri suggerimenti su prodotti e alternative visita la mia pagina pagina Facebook: Architetto Michela De Salvadori o scrivimi a info@micheladesalvadori.it.

P.s. Vi ringrazio  molto per le email  inviate, risponderò a tutte, promesso!

A presto Michela

Giardino di Luna cani&gatti

GIARDINO DI LUNAA cura di Aldo Francisci, Valentina Pasotto e Rosanna Gottardo

In collaborazione con l’associazione «Rifugio giardino di luna» sezione di Abano Terme

ADOZIONI CANI: Rosanna Gottardo info 333 9674963

ADOZIONI GATTI: Valentina Pasotto info 333 7083874

ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO «LE COLONNE DI ABANO»

colonneLe realtà del territorio
A cura di Bruno Fabbri

ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO «LE COLONNE DI ABANO»

Siamo un gruppo di donne che si è incontrato grazie a Facebook. Tra le fondatrici ci sono professionisti dei Beni Culturali ed appassionati. Abbiamo a cuore la nostra città e abbiamo deciso di FARE CULTURA.

Partendo dal basso: dalla gente, creando entusiasmo, partecipazione, amore per la scoperta.

Ci avevano prospettato molte difficoltà e ci aspettavamo di dover fare un lavoro sporco: proposte che non andavano a buon fine e pochissime presenze.

Ci è stato detto che la gente preferisce stare davanti alla televisione e che non c’è più tempo o voglia per andare ad un museo.

A dire il vero non esistono ad Abano associazioni culturali che facciano conoscere la storia agli aponensi e, pensavamo, dovevamo partire da zero. Si sbagliavano.

Siamo partite a gennaio e al momento ogni nostra proposta è stata accolta con entusiasmo dagli aponensi. E questo ci fa molto piacere perché siamo un’associazione di volontariato e rubiamo il tempo ad altre attività, alla famiglia, allo studio, al tempo libero.

Il nostro nome richiama la colonna dello Jappelli al Montirone, commissionata per il passaggio dell’imperatore Francesco Giuseppe ad Abano.

Concretamente abbiamo proposto agli aponensi delle conferenze di carattere storico-archeologico e abbiamo inaugurato il ciclo delle passeggiate alla scoperta dei tesori del nostro territorio mentre all’amministrazione comunale abbiamo offerto ore di lavoro per il riordino dell’archivio storico comunale e un impegno a prendersi cura del Montirone.

Ma vorremmo fare di più: portare le scolaresche al duomo, al Montirone, al santuario di Monteortone. Comunicare la storia anche con la tecnologia: insegnare il rilievo e la stampa 3D, giocare con la realtà virtuale e la fotogrammetria per far rivivere antiche mappe o per ricreare la colonna del Montirone.

Al momento stiamo cercando uno sponsor tutto aponense per far stampare dei biglietti da visita, per acquistare dei cappelli/bandana o magliette per farci riconoscere durante gli eventi a cui parteciperemo.

Ci piacerebbe che il nostro sponsor sia un’azienda aponense che crede in noi ed in quello che facciamo.

Seguiteci su Facebook LE COLONNE D’ABANO, inviaci una email per rimanere aggiornato a lecolonnediabano@gmail.com e partecipate alle nostre iniziative. Vi aspettiamo!

 

Le vostre Colonne di Abano