COME ABITARE IL COLORE

michelaArchitettura d’interni
a cura dell’Arch. Michela De Salvadori

info@micheladesalvadori.it
www.micheladesalvadori.it

COME ABITARE IL COLORE

Finalmente la bella stagione è alle porte e come per il nostro guardaroba è tempo di rinnovare anche l’aspetto di casa. Scelta azzeccata per risanare gli ambienti e dare loro un tocco di novità ed eleganza, e’ quella di giocare equilibratamente con i colori di pareti, pavimenti, arredi e tessuti.

Ci sono colori più o meno adatti per le varie zone, ma la loro scelta rimane personale proprio perché il potere del colore è quello di suscitare emozioni differenti in ognuno di noi.

In linea di principio le tinte calde dovrebbero essere utilizzate nella zona living o in cucina perché stimolano la socialità e trasmettono una sensazione di accoglienza, mentre le tinte fredde dovrebbero preferirsi per le zone di riposo o di relax in quanto favoriscono il pensiero calmo e la meditazione.

Generalmente tutti i rossi e i rosa si possono accostare tra loro per creare una camera molto femminile. I marroni essendo colori ricchi e intensi sono indicati per ambienti sofisticati e si sposano con oggetti dalle gradazioni delicate di arancione o viola. I gialli, in base alla tonalità preferita, si possono accostare a complementi pesca oppure grigio caldo, mentre i rilassanti toni del blu, trovano nei verdi e nei marroni i più validi accostamenti.

I miei preferiti, tutti i toni dei colori neutri che permettono di realizzare uno sfondo elegante e mai invadente in cui si possono mettere in risalto dei mobili o il pavimento. Queste gradazioni tenui sono una valida alternativa al classico bianco e si possono riproporre in varie stanze della casa, riuscendo a giocare con delicatezza sia con la luce naturale che artificiale. Io li utilizzerei in tutti gli appartamenti di piccole dimensioni, sia nelle pareti che negli infissi, così da dare carattere all’ambiente mantenendo una sensazione di pulizia che farà sembrare gli spazi più ampi.

Per quanto riguarda la tecnica di pittura, consiglio le ecologiche tinte a calce che svolgono una naturale azione antimuffa, oppure in alternativa, per far risaltare una sola parete, si può optare per l’intramontabile carta da parati con raffigurata un’ambientazione ben precisa o una fantasia geometrica per dare un tocco un po’ retro’.

Le possibilità quindi di cambiare aspetto alla nostra casa, intervenendo semplicemente con i colori e i loro abbinamenti, sono veramente tante e personalizzabili. Rimane solo da individuare ciò che fa al caso nostro.

Per un consiglio su misura o per altri suggerimenti, potete scrivermi a questo indirizzo:

info@micheladesalvadori.it

A presto Michela

PROVERBI VENETI

proverbiPROVERBI VENETI

A cura di Aldo Francisci

E fémene xe come i schei: pi te ghe n’e’ e pi’ te ghe ne vorissi.

E fémene xe come e nuvoe: co e va via xe na bea jornada.

E fémene xe come i platani: pur de fare e raize e te desfa anca eà strada.

E fémene xe come e tavanee: co e se taca teo ciucia tuto finche’ no te ghe

n’e’ altro (el sangue).

E fémene xe come eà carta: costa’ pì riciclarla che torghene de nova.

E fémene xe come e sbrixe: e pi bee e sta sempre co e soche pi’ grandi !

E fémene xe come e sardee: buta’ via eà testa el resto xe tuto bon.

E femene crea eà vita, noialtri ghe eà toemo.

E fémene ga’ bisogno de do animai: un toro in leto e un musso che lavora.

CUCINA PADOVANA. Zabajon

CUCINA PADOVANA Zabajon  

ingredienti (per ogni tuorlo d’uovo):

• 2 cucchiai di zucchero • 5 gr di zucchero a piacere • 1/2 guscio d’uovo di vin di Cipro o Malvasia, o altro analogo • 1 pizzico di cannella • Panna montata a piacere

 

Si batte il tuorlo d’uovo con lo zucchero fino a farlo diventare spumoso, e si aggiunge allora il vino e la cannella Si cuoce a bagnmaria, mescolando sempre con attenzione finché il composto comuncia ad addensarsi Si toglie allora il pentolino dal fuoco Si serve in tazza, caldo Sullo zabaione si può aggiungere un ciuffo di panna montata Qualcuno aggiunge anche 5 gr di burro per ogni uovo prima di iniziare la cottura.

UN LIBRO DIVERTENTE PER CONOSCERE ABANO

LIBRI DA LEGGEREUN LIBRO DIVERTENTE  PER CONOSCERE ABANO

Immaginatevi un famosissimo campione sportivo che, venuto per riposarsi ad Abano, esce senza security dall’hotel di lusso dove soggiorna e subito si trova circondato dai fan che reclamano autografi e selfie. E lui che non solo non snobba i suoi tifosi, ma si ferma e si sottopone senza mostrare insofferenza e fastidio per questi “assalti” che almeno un po’ gli rovinano il relax. Fausto Coppi fu davvero un mito irresistibile per milioni di tifosi e quando veniva a riposarsi nella nostra Abano torme di ragazzini lo circondavano: lui accettava di parlare con loro, condividendo persino le sue caramelle preferite “ai gusti di miele o di menta o di tamarindo”. Uno di quei ragazzi che allora tampinavano il Campionissimo – come era soprannominato Coppi – era Livio Pezzato, l’autore di questo gran bel libro. In esso egli non solo non ha dimenticato l’incontro con quel mitico personaggio, persino nel particolare delle sue caramelle, tanto da dedicargli il titolo (che testimonia anche l’importanza di una Abano frequentata da big che oggi magari vanno altrove), ma ha saputo soprattutto scrivere la storia della sua città, nel mentre racconta i mille interessanti aneddoti della propria vita.

Pezzato credo siano pochi ad Abano a non conoscerlo. Da poco in quiescenza, egli è stato per moltissimi anni uno dei più bravi e soprattutto amati “medici di famiglia”. Erano medici quelli, come lo è stato Pezzato, che della tua salute sapevano tutto, che erano sempre disponibili senza orari, che venivano a visitarti a domicilio e che ti curavano prima di tutto con le parole, la comprensione e la condivisione. E va da sé che questi medici del posto sapevano tutto, segreti e pettegolezzi, splendori e miserie, allegria, burle e comicità insieme ai momenti seri o tristi – insomma tutto quello che fa parte della vita.

In questo libro divertentissimo Livio Pezzato offre al lettore la possibilità di conoscere infinite vicende della recente storia di Abano, organizzando la narrazione come una serie di racconti, spesso spassosi e qualche volta seriamente riflessivi sulla realtà della vita, i quali si possono leggere cominciando da qualunque punto del volume a caso o scegliendo nell’indice. Vi si possono trovare tantissimi singolari personaggi, molti dei quali ancora viventi, e preziose notizie storiche e ambientali

Livio Pezzato è stato anche un politico (consigliere comunale e assessore alla cultura), ma è in primo luogo un poeta in lingua veneta colto e sensibile. Appassionato di caccia e di pesca molto sui generis, ma soprattutto amante della natura e del paesaggio euganeo, al quale si riferiscono molte preziose informazioni e descrizioni deliziose.

Non mancano qua e là ne “La caramelle di Fausto Coppi” anche riflessioni profonde sull’esistenza e sul senso della vita, quelle che continuamente ci facciamo tutti: la disarmata semplicità e la sincerità profonda con cui si esprime a questo riguardo Pezzato colpiscono inaspettatamente il lettore. Ma è del tutto impossibile dare qui conto della ricchezza del libro, per cui non mi resta che consigliarne vivamente la lettura. E credo che dovrebbe leggerlo ogni aponense cui stia a cuore conoscere la storia della propria città.

Bruno Francisci

Proverbi Veneti

PROVERBI VENETIPROVERBI VENETI
A cura di Aldo Francisci

 

Tèndare e tose e bàtare e nose xe tenpo perso.

Ae done, ai sassi e ai bissi, colpi ciari e fissi.

Fèmene, cani e bacaeà pi che te bati, pi i vien boni.

Do fémene e un’oca fa un mercà.

Do fémene fa un marca’, tre fa na piassa.

Ghe voe sete fémene pa’ fare un testimone.

Sento omani sta in amicissia, do fémene fa barufa.

Co parla na bea fémena tuti ghe da rason.

Eà fémena: che eà piasa, che eà tasa e che eà staga casa.

E fémene xe come e meansane, ghe voe el baston pa farle vegnere su drite!

E fémane xe come e scorese: o te e moi o te e sofeghi.

• Verze sofegae

CUCINA PADOVANA

Verze  sofegae 

ingredienti:

• Verze • Cipolla • Pancetta • Brodo • Sale • Pepe

Si tagliano a listarelle sottili delle verze e si soffriggono con un battuto di cipolla e pancetta, aggiungendo qualche mestolo di brodo Prima si mette il coperchio e poi si toglie affinchè le verze appassiscano Tirare a cottura a fuoco lento, badando che non attacchino al fondo Salare e pepare a piacere

«PROVERBI VENETI»

PROVERBIVENETI

A cura di Aldo Francisci

I primi a entrar n´tel saco, i ze i ùltimi a vegnir fora.

Chi fa la festa no la gode.

Venésian gran siori, Padovan gran dotori, Visentin magna gati,

Veronesi tutti mati, Udinesi castelani col cognome de Furlani,

Trevisan pan e tripe, Rovigoti baco e pipe,

Bergamaschi brusa-cristi.

Chi va drio ai altri, no passa mais avanti.

El gobo, el zoto e l´orbo, i ga el diavolo in corpo.

Tuti quanti semo mati, per quel buso che semo nati.

Quando la luna gà el culo in mogia, piove vogia o no vogia.

La eclissi, sia del sol che dela luna, fredo le porta e mai bona fortuna.

Cucina Padovana. RISOTO DE SUCA

InformAbano 114 13Risoto de suca 

ingredienti: • 300 g di zucca marina o chioggiotta • brodo o acqua • 300 g di riso • 60 g di parmigiano • 5 cucchiai di olio • prezzemolo • rosmarino • aglio e cipolla • sale • una noce di burro.

 Sbucciare e tagliare a pezzi sottili la zucca • Far soffriggere in olio e burro (o lardo) il trito di aglio, rosmarino, cipolla e prezzemolo con pezzi di zucca • Bagnare con un litro di acqua o brodo, condire con sale e pepe • Quando la zucca sia tenera, aggiungere il riso e portare a cottura, aggiungendo, mano a mano, altro brodo, se occorresse • il riso deve essere morbido all’”onda” • Alla fine legare con una noce di burro e aggiungere il parmigiano grattugiato.